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BASQUETE - Internacional

Seleçao, impressioni da Lyon

23/08/2010 04:47 h

         

Quase 'Live' da Lione

A una settimana giusta dall'esordio ai Mondiali di Istanbul, le impressioni ricavate dalla prima partita del Torneo Internazionale di Lione della Seleçao di Ruben Magnano non sono affatto positive.
Sebbene si possano portare in discussione molti alibi (dal precario stato di salute di molti giocatori importanti - Anderson, Marcelinho, Tiago - all'umidità insopportabile dell'Astroballe, a un arbitraggio che non ha certo stimolato la già poca voglia di difendere, soprattutto degli esterni), la squadra è sembrata al primo giorno di preparazione. La notizia del KO definitivo di Nene priva la Seleçao di un punto di forza tecnico, ma soprattutto di quell'intimidazione di cui la squadra ha bisogno per fare il vuoto nella propria area e scatenare quel contropiede che esalta soprattutto Leandro Barbosa e Alex Garcia.
Se portata infatti a giocare a ritmo basso e all'esecuzione di giochi ancora senza il giusto timing, la Seleçao torna a essere macchinosa, palleggiatrice e inefficace come nelle gestioni precedenti, con la ricerca di tiri da tre punti negli ultimi cinque secondi dell'azione che non lasciano speranze di rimbalzo d'attacco e di 'second chance'.
Contro un'Australia non certo irresistibile e capace di graffiare al momento giusto, il Brasile paga la totale e generale imprecisione al tiro (25/72 totale, 7/32 da tre) con la quale ha vanificato anche la buona circolazione di palla in diverse azioni, e l'esaurimento delle energie più mentali che fisiche negli ultimi cinque minuti. Le occasioni sprecate per tenere l'Australia lontana almeno dieci punti (come si meritava prima dell'intervallo) sono state punite da avversari consapevoli che con solo un paio di triple potevano tornare in partita.
Anche in difesa si ricava la sensazione che possono bastare un paio di falli a togliere dalla partita Anderson o Tiago per perdere ogni garanzia d'aiuto su quelle penetrazioni che gli esterni concedono per natura o per...incapacità.
In attesa di un nuovo ma poco probante riscontro oggi contro la Costa d'Avorio, tatticamente rivedibile ma straordinaria dal punto di vista atletico, valutiamo i verdeoro (era meglio l'oro del bianco sulle maglie...) uno per uno:

- Marcelinho Huertas
MVP della squadra, sempre leader in campo e pronto a dare consigli (...) ai compagni; discreta la serata al tiro, con un paio di soluzioni alla Navarro, che hanno rimediato ad azioni a metà campo mal eseguite. Mills però gli scappa tante, troppe volte in difesa e non sempre c'è qualcuno che aiuta in area
- Alex Garcia
Vuole spingere in contropiede ma gli avversari tornano bene; vuole mettere fisicità in difesa ma gli arbitri lo puniscono; vuole mettere i tiri aperti ma non è serata. Sarà importante, da settimana prossima
- Leandrinho Barbosa
Si sa prima che Huertas tiene la palla 20" ad azione! Inutile lamentarsi, escludersi dal gioco e non difendere per nulla (a parte la stratosferica stoppata del primo periodo). Certo che i suoi lampi di classe offensiva, quando arrivano valgono il prezzo del biglietto (35 euro...)
- Gui Giovannoni
Matt Nielsen dimostra di essergli un gradino superiore, l'abitudine all'Eurolega conta. Gli arbitri non lo aiutano a giocare con la grinta che vorrebbe. E' però l'ultimo fighter che non vuole cedere la vittoria appena gli avversari sorpassano. Se alla bella tripla del 56-61 a 2'30" dalla fine, David Andersen non gli avesse risposto subito sulla faccia, le speranze si sarebbero riaccese.
- Tiago Splitter
Ancora in bacino di carenaggio, ma è tanta la voglia di giocare e di dimostrare che tutte le onorificenze raccolte nell'anno tra Spagna e (prossima) NBA sono meritate. Il duello con David Andersen è uno stimolo anche per i trascorsi di entrambi nella Liga ACB; troppo stanchi e accaldati tutti e due per dare spettacolo, meglio aspettare la settimana prossima
- Marcelo Machado
L'uomo dei 63 punti, ne metterà qualcuno? E' quello che mi sono chiesto tante, troppe volte in questa partita. Gioca tanto senza palla, forse troppo per arrivare lucido al tiro.
- Nezinho
Anche dal 'vivo' mi lascia le impressioni che ho sempre vissuto tra cronache, cifre e filmati: un disastro all'inizio, meglio nel terzo periodo con qualche buona azione in rapidità. Ai Mondiali sarà dura, come lo sarebbe stato per ogni backup di Huertas che Magnano avesse scelto (Paulinho, Fulvio...)
- Murilo Becker
Uno dei miei preferiti; lascia un'ottima impressione per solidità e voglia di lottare e sacrificarsi. Lascia sul posto anche un paio di stoppate di ottima fattura. E' però ancora fuori giri nella circolazione di palla, dove un secondo di ritardo nei passaggi può fare la differenza. Magnano lo sa e lo toglie per questo
- Marquinhos
Quando può giocare 'piazzato' è micidiale, ma appena gli viene chiesto di fare l'ala piccola o peggio ancora l'ala forte tradizionale mostra tutti i limiti del suo mancato atletismo. Servirà  certo come cambio, si spera dia (come con l'Australia) qualche minuto di qualità
- Anderson Varejao
Domina i rimbalzi, ed è un ottimo segno; trasmette voglia di giocare ed è un ottimo segno; sarà importante per l'impianto difensivo e il gioco fisico ed è un ottimo segno. La caviglia è in ripresa, meglio tenerla buona per settimana prossima
- Raulzinho Togni
Entra per la disperazione dopo i pasticci di Nezinho nel secondo periodo; mette disciplina e bisogno di non perdere palloni. Non si può pretendere di più.
- Coach Magnano
Il sistema a metà campo è buono, una discreta coreografia che può sfruttare i pick-and-roll di Huertas e i tiri aperti ricavati per gli altri. E' una costruzione per una squadra di club che necessita tanto tempo, molti operai e poche stelle. Arrivare così ai Mondiali sarà un'impresa.

Alessandro de Mori
demori@databasket.com
Databasket Italia

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